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Pronunciamento della Giuria del II Premio Europeo di Architettura Sacra
Logo Fondazione Frate SoleLa Commissione giudicatrice dei progetti di tesi di Laurea e di prova finale di Master presentati alla seconda edizione del premio Premio Europeo di Architettura Sacra – Fondazione Frate Sole, anno 2007, dopo attento esame degli elaborati sottoposti da 70 concorrenti, ha proclamato vincitore del concorso il progetto per un Centro parrocchiale a Villasmundo (SR), tesi di laurea di Sebastiano Adragna e Alessandro Mauro discussa alla Facoltà di Architettura di Siracusa dell’Università degli studi di Catania (relatori i proff. Bruno Messina e Vittorio Fiore).
La Giuria ha altresì deciso l’assegnazione del secondo posto ex aequo ai progetti di tesi di laurea per una nuova chiesa a Cusco in Perù, di Irene Marchesi, e per il complesso parrocchiale intitolato a S. Carlo Borromeo a Roma-Tor Pagnotta, di Gabriel Narino, entrambi discussi alla Facoltà di Architettura dell’Università Roma Tre (relatore il prof. Luigi Franciosini).
Al vincitore è conferito un premio pari a € 4.000,00 (quattromila); a ciascuno dei secondi classificati viene assegnato un premio di € 2.000,00 (duemila).

 

Sono stati inoltre ritenuti meritevoli di segnalazione i progetti di prova finale di Master per un centro parrocchiale a Roma-Magliana, di Germana Dolce (Master in progettazione di chiese della Facoltà di Architettura Valle Giulia dell’Università La Sapienza di Roma) e per la chiesa di Sant’Apollinare a Trento, di Roberto Paoli (Master in progettazione architettonica degli edifici per il culto della Facoltà di Ingegneria dell’Università di Trento) nonché i progetti di tesi di laurea relativi a un centro chiesastico per Francoforte, di Gerald Schnell (Technische Universität Darmstadt, relatore prof. G. Pfeifer) e a un complesso parrocchiale a Castel di Lama (AP), di Gianluca Rimoldi e Davide Sala (Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano, relatore prof. Massimo Fortis).
La Commissione giudicatrice, nel valutare positivamente la chiarezza degli impianti architettonici e la capacità di valorizzare gli ambienti attraverso la qualità dell’apporto luministico che distinguono i progetti selezionati, tuttavia rileva la generalizzata carenza di articolazione dello spazio liturgico e di convincenti relazioni tra le sue componenti. Nella quasi totalità dei progetti, infatti, si riscontra una insistita riproposta della disposizione longitudinale dell’assemblea senza che, peraltro, questa scelta venga accompagnata da significative soluzioni nella disposizione dei poli liturgici e nell’orientamento dell’aula ecclesiale. La configurazione degli spazi interni risulta, di conseguenza, dotata di una certa rigidità che non riesce ad attivare un positivo dialogo tra le differenti fasi dell’azione liturgica, le componenti architettoniche e le dinamiche di percorso e stazionamento dell’assemblea all’interno dell’aula stessa.
Del progetto vincitore si apprezza in particolare, oltre alla limpida articolazione delle forme e all’interessante sviluppo in sezione, la capacità di relazione con il contesto parrocchiale, enfatizzata dalla felice risoluzione del tema della “porta”, grande parete scabra che comunica simbolicamente la natura cristiana dell’edificio e ne dischiude interamente lo spazio interno, prolungandone la possibilità di utilizzo nel sagrato. L’aula liturgica risulta essenziale nella sua conformazione, con un interessante disegno dei piani verticali che configurano un invaso assembleare di pacata nitidezza.
Nei progetti secondi classificati si ravvisa una tensione lirica nel commisurare i volumi architettonici al paesaggio naturale, nel caso del progetto per Cusco, e alla periferia metropolitana, invece, in quello della proposta per Roma. Nel primo, attraverso l’inusuale confronto con l’asprezza del territorio e le vestigia precolombiane si genera un interessante sistema di camminamenti e un ricco rapporto spaziale tra pianta e sezione, valorizzato da un’attenzione al dettaglio architettonico e alla connessione tra spazio, illuminazione naturale e intervento artistico, mentre la composizione chiusa, ma abilmente solcata dalla luce del secondo progetto, si rivela come emergenza eloquente nel crocevia urbano ricercando un rapporto percettivo originale tra le differenti presenze architettoniche del complesso, dettato da continuità volumetriche e visive nonché da contrapposizioni tra vuoti e pieni sottolineate dalle nette articolazioni dei percorsi.
Le segnalazioni proposte hanno inteso valorizzare anche l’apporto, novità di questa edizione del Premio, dei progetti realizzati nell’ambito dei Master che hanno come tema la progettazione di chiese e, inoltre,  individuare specifiche linee di ricerca nella progettazione dello spazio liturgico. In particolare si segnalano progetti che utilizzano la disposizione liturgica cosiddetta “a due fuochi” e si sottolinea la capacità dei candidati di articolare tipologicamente nuovi “contenitori” di attività per il culto e pastorali.
In conclusione la Commissione ritiene di evidenziare positivamente l’ampia partecipazione e l’interesse suscitato dal Premio assegnato dalla Fondazione Frate Sole nella particolare concomitanza della morte di Padre Costantino Ruggeri, suo fondatore, al quale è rivolto il pensiero e l’affetto di tutti i giurati e di chiunque abbia a cuore la bellezza nell’arte per la liturgia.


Dato a Pavia, il 4 luglio 2007

Luigi Leoni  (Presidente)
Marco Borsotti, Marco Bosi, Francesco Dal Co, Giorgio Della Longa, Tino Grisi, Paolo Zermani

 

 
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