VETRATE DI SANT’ANGELO LODIGIANO
VETRATE DI SANT’ANGELO LODIGIANO
Lo studio delle vetrate artistiche legate in piombo, avviato da Padre Costantino Ruggeri negli anni 60 con varie esperienze in numerosi spazi architettonici, ha visto sfociare la ricerca nella creazione di nuove forme ed espressioni agli inizi degli anni 70, in episodi significativi per l’entità delle opere e per la rilevanza dei luoghi.
In Padre Costantino cresceva in quegli anni la consapevolezza dell’importanza della luce che filtra attraverso la vetrata, sprigionando una forza capace di caricare lo spazio di un’atmosfera mistica. Le forme libere proprie della creatività dell’arte contemporanea erano per lui modo di parlare al cuore dell’uomo con immediatezza e verità.
Nel 1973 fu indetto un concorso da parte dell’amministrazione dell’ospedale di S. Angelo Lodigiano per abbellire la cappella di vetrate artistiche. Il tema da rappresentare era la storia della salvezza.
P. Costantino vi partecipò ed interpretò con espressività propria dell’arte contemporanea momenti e motivi cari all’iconografia religiosa, ma con una visione del tutto rinnovata.
Si trattava di far entrare nei disegni, nelle composizioni, nelle rappresentazioni, uno spirito nuovo, un canto coraggioso alla spontaneità, libertà e fantasia.
Il concorso fu vinto e le vetrate furono eseguite nella primavera del 1974.
Nel ciclo esposto è rappresentata inizialmente la creazione: il sole, i monti verdeggianti, le acque, i germogli della terra, in un tripudio di colori che vogliono comunicare l’armonia primordiale. In questa prima sequenza campeggia la presenza dello Spirito in un grande disco luminoso che aleggia nell’azzurro del cielo.
Al centro della composizione appare poi una figura umana e in un raggio di luce il segno della croce, simbolo di redenzione e di salvezza per l’umanità intera.
Accanto al segno della croce è presente in un alone azzurro il nome di Maria, colei che ha generato il Verbo della Vita.
Nella vetrata “La lode perfetta della creazione” realizzata nel 1974 in vetro antico soffiato legato a piombo. La composizione si articola in una articolazione di colori e di segni in un’alternanza di forme che dialogano tra loro giustapponendosi armoniosamente in una tessitura cromatica di grande impatto visivo, in un diaframma irradiato dalla luce.
“Io sono la luce del mondo, chi segue me avrà la luce della vita” ( Gv 8,12)
La luce del sole passando attraverso le vetrata cambia intensità, luminosità e direzione nelle diverse fasi del giorno, nelle diverse stagioni, nei diversi climi. Un percorso luminoso mai eguale a se stesso.
Nella vetrata “La lode perfetta della creazione” realizzata nel 1974 in vetro antico soffiato legato a piombo. La composizione si articola in una articolazione di colori e di segni in un’alternanza di forme che dialogano tra loro giustapponendosi armoniosamente in una tessitura cromatica di grande impatto visivo, in un diaframma irradiato dalla luce.
“Io sono la luce del mondo, chi segue me avrà la luce della vita” ( Gv 8,12)
La luce del sole passando attraverso le vetrata cambia intensità, luminosità e direzione nelle diverse fasi del giorno, nelle diverse stagioni, nei diversi climi. Un percorso luminoso mai eguale a se stesso.