Fra Costantino giunse nel luglio 1947 nel convento francescano di Busto Arsizio, casa di studentato dove i giovani frati, dopo una formazione classica e filosofica al liceo di Sabbioncello, iniziavano quella teologica. Nel 1948 fece la professione solenne e divenne frate francescano.
Insieme ai confratelli il giorno 28 febbraio 1949 visitò gli affreschi di Castelseprio ed il 21 aprile il Sacro Monte di Varese.
Con negli occhi e nel cuore le stupende opere che aveva ammirato, si sentì ispirato ad eseguire affreschi nel convento di Busto Arsizio raffiguranti la vita di san Francesco. In consonanza con gli artisti che avevano realizzato le opere del Sacro Monte di Orta, desiderò interpretare episodi della vita del Santo di Assisi con linguaggio contemporaneo. Tra gli episodi dipinti ad affresco sono qui riprodotti alcuni ambientati con tratti del tutto originali in una ipotetica città del secolo scorso.
Nel triennio vissuto a Busto fra Costantino aveva nel cuore la tragicità della guerra e l’anelito di speranza dei primi anni del dopoguerra, connotati dalla fatica della ricostruzione in ambiente povero ma desideroso di rigenerazione.
Nell’immagine rappresentata appaiono chiari riferimenti a pitture metafisiche di De Chirico, Carrà e Sironi: case di periferia urbana degli anni ’50, quartieri industriali e sullo sfondo un monte sormontato da una nube incombente.
In primo piano un frate, frate Francesco, porta sulle spalle un sofferente, chiara metafora dell’uomo del dopoguerra privato di ogni sussistenza e bisognoso di cure.
Nel pannello centrale alcuni frati osservano un gruppo di figure che presentano un uomo nudo che implora misericordia con lo sguardo rivolto al cielo. E’ da lì che arriva la salvezza.
L’ambiente intorno riproduce uno spazio cittadino proposto con linguaggio contemporaneo, linee decise e colori con tonalità neutre.
Al centro una casa con una parete senza porte e finestre quasi a simboleggiare la necessità di un superamento dell’incomunicabilità, per assicurare un dialogo che porti alla comunione fraterna.
Nel terzo pannello è rappresentato San Francesco con i confratelli che distribuisce ai poveri.